Testimonianza di P. Scirpa

Gesù in cammino coi discepoli di Emmausscirpa e migliorisi

Ritornando con la memoria agli anni Sessanta in cui frequentavo Mons. Migliorisi a Siracusa, ritrovo intatte l’amicizia e la stima reciproca che ci legava.

Mons. Migliorisi già da allora era molto stimato per il suo grande amore allo studio dei testi sacri; si ascoltavano con attenzione le sue conferenze che coinvolgevano interiormente. Esse contribuivano alla crescita in me di un libero pensiero per il mio operare con linguaggi artistici contemporanei maturati con la conoscenza delle Avanguardie storiche.

Il passo evangelico significativo che Egli approfondiva particolarmente e che aveva scelto per il suo centro culturale era: “Gesù in cammino con i discepoli di Emmaus” (Lc 24,13-35).

Una sera, trovandomi a cena con Monsignore, conversavamo sul rapporto Arte e Fede che, favorito nel passato dalla grande committenza della Chiesa, aveva dato frutti straordinari a differenza del presente dove esso è poco felice. L’artista ha scoperto molti altri interessi da esprimere. La Chiesa si è purtroppo impoverita; si serve spesso di  immagini oleografiche e stereotipate, di statuine di gesso, di arredi improvvisati e di gusto dubbio. Proprio in questo contesto, il Papa Paolo VI, in un suo celebre discorso rivolto agli artisti chiedeva perdono ed affermava con toni accorati:” Abbiamo bisogno di voi”, definendo l’arte come “ponte verso il mistero”. Il Santo Padre aveva capito evidentemente le difficoltà degli artisti in un periodo storico di scoperte e innovazioni straordinarie come il nostro, costituendo la Galleria Moderna d’Arte Sacra in Vaticano.

Commentavamo, in linea di massima, queste problematiche ed io, animato dai valori interiori della spiritualità, sentivo l’esigenza di linguaggi espressivi rinnovati. Avevo constatato in Europa una maggiore apertura verso l’iconografia sacra nuova.

A Siracusa era già avvenuto qualcosa di significativo con il progetto del Santuario, allora molto rivoluzionario. La mentalità conformista e fuori dalla conoscenza aveva difficoltà ad accettarlo e io ero un fiero paladino accanto a Mons. Ottavio Musumeci che stimavo tanto.

Con queste premesse Mons. Migliorisi mi chiese di dipingere la figura di Gesù in cammino con  i discepoli di Emmaus: il suo desiderio era di porre questa immagine come simbolo nella sede del suo centro culturale. Incontrandomi più volte, mi commentava a lungo questo passo che Lui sentiva come la Parola di Dio spiegata all’uomo in cammino.

Lentamente in me si faceva largo questa realtà, quando un giorno, sentendomi intimamente più disposto, provai a lavorare liberamente con i pennelli e i colori su una superficie di legno che avevo predisposto, con una realizzazione veloce, di getto, quasi a non lasciar sfuggire l’attimo con dei ripensamenti e con quell’espressività che avevo maturata.

scirpa

Era per me qualcosa che voleva nascere con la convinzione di non realizzare un’opera finita al momento. Avendo informato il Monsignore, questi decise di venirmi a trovare nel mio studiolo all’interno del Convento di San Giovanni alle Catacombe, dove ero legato da amicizia con i frati ed in particolare con Padre Pacifico.

Monsignore trovò il dipinto molto espressivo e significativo, – l’aveva colpito la gestualità dinamica – con un senso del colore spigliato, per cui ritenne superfluo provare a maturare altre soluzioni, come desideravo .

Così Egli rimase legato a questa pittura per tutta la vita; di tanto in tanto mi giungevano notizie che faceva spesso riferimento a questa immagine nei suoi discorsi e quando celebrava l’Eucaristia.

A me è rimasta l’esperienza vissuta nell’affrontare delle tematiche per me importanti.

Paolo Scirpa
Milano, 01/04/2011